Arrivano nuovi coworkers.

Aumentano le postazioni.

Gestiremo alcune situazioni in modo diverso (stampanti, telefono, recapito).

Il blog si arricchisce di una piccola rassegna di “Coworking News” da altri coworking del mondo (li trovate qui nella colonna di destra, scorrendo un po’ in basso), oltre che di alcune nuove immagini su Flickr.

Infine, Cowo aderisce a Coworking Visa, l’iniziativa che permette a qualsiasi membro di un coworking di usufruire di una postazione gratis fino a tre giorni durante i suoi viaggi.

Insomma, ce la stiamo mettendo tutta per migliorare la nostra offerta di spazi di lavoro gradevoli, sempre con l’impostazione collaborativa del coworking.
Stay tuned!

Se siete di Milano, non mancate stasera al Read and Drink di Books Import (un piacevolissimo aperitivo in libreria, ormai appuntamento fisso da un po’): ci saremo anche noi, con le nuove spillette “cowo”!

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Davide è una persona gradevolissima e siamo felici di averlo con noi al Cowo. E’ stato il primo a fermarsi per un periodo prolungato (è qui da Aprile), dopo tutti questi mesi è veramente uno di noi.

Ogni tanto ci fa vedere le barche che sta progettando (disegna barche a vela da regata) e ci ritroviamo con la mascella cadente davanti al suo pc.

In questo breve video (neanche 4 minuti) racconta in sintesi cosa può significare il coworking per una giovane società come la sua.

(Il cellulare che inizia a squillare a un certo punto è il mio).

English trascription below.


First of all, what’s your job?

I design sailing boats, racing ones.

Great. What’s your organization?

We are a small company with two offices, one here in Milano, since April, and the other one in Amsterdam, where my partner is.

How does coworking work for you?

It gives me the chance to have a very flexible work situation, fully serviced.
A place where I can work quietly. always connected to the web and also connected to other people.

In this respect, how did it feel for you to work side by side with professionals with a different background?

Very interesting. Up to now I’ve always worked with other engineers, and it always ended up talking about the same stuff, sometimes boring.
In a coworking situation one gets the chance to interact with people totally different. It’s fun to share your office with a novel writer, or an internet pro… different worlds, very interesting.

Is such a company making your working days more interesting, or would you rather sit in your own, private office?

No, I’m very happy, actually. I think that for a small start-up it’s a good opportunity to have a coworking space, a less flexible situation would not have been good for me.
Coworking gave me the flexibility I need, also the freedom to renew my staying month by month, adapting to my needs, eventually involving other people in the company (within the cowo).
Such a flexibility isn’t easy to find, other than coworking.

As to interaction with your business partner, in Amsterdam?

We work with Skype, always in touch, with earphones, triyng not to disturb other people here.

We haven’t mentioned your company’s name…

It’s ST Yachts, in the internet: www.styacht.com

Thanks a lot Davide!

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Arriva al cowo questa proposta di convenzione, da parte di un network internazionale.

Interessante, e anche lusinghiero direi.

Se non che - alla seconda email espolorativa - scopro che hanno solo business center con almeno 100 postazioni.

Sorry, ce ne mancano 94…

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I am very happy to announce that New Work City is now open for business in New York (200 Varick street, Room 507B, New York, NY 10014 - directions, info and prices here).

For having lived there for almost a year, N.Y. is a very special place to me. Now that I know that I can just drop @NWC and cowork, just like I do here in Milano in via Ventura, well, what a feeling!
I really can’t wait to try it!

All the best to the NWC team and coworkers, hope you all enjoy coworking in the big apple!

Grazie all’articolo pubblicato su Glamour di novembre a pag. 164…

“Siamo i nuovi Co.Co.Co. - Condivisione Collaborazione Comunicazione: ecco le parole chiave dei coworker”

…siamo venuti a conoscenza di un’altra realtà che pratica il coworking a Milano (anzi, per la verità l’articolo è dedicato a loro e noi appariamo solo in un riquadrino alla fine).

Confesso che ci sono rimasto un po’. Essendomi documentando molto in rete, credevo di conoscere le realtà del nostro mondo (ad esempio Officina di via Paolo Sarpi 42, scrivanie a medio-lungo termine con contratti di locazione), invece no.

Meglio così, credo che ci sia spazio per tutti, anche perché ho notato che è piuttosto importante, nella scelta del luogo di lavoro, la posizione geografica dell’ufficio. E in ogni caso, pare che presto saremo in diversi

Ecco quindi l’alternativa al nostro cowo: Id-rent, presso
Interaction Design Lab.

Attenti però: da loro una giornata costa 14 euro, mentre il nostro drop-in è gratuito… ;-)

Stamattina riunione in Asam.

Ho visto il tuo coworking su Glamour!

Mi sento dire appena entrato, e mi ricordo di alcune email scambiate mesi fa con una giornalista.

…sì, insieme a quell’altro coworking che c’è qui a Milano…

Cioè: siamo qui che diamo notizia dei coworking che aprono in Olanda, siamo in contatto con New Work City, in procinto di aprire a NY, e non sappiamo nemmeno che abbiamo un cugino qui, all’ombra della Madonnina?

Incredibile, ma in un mondo globalizzato potrebbe anche essere vero.

Vado a comprare Glamour :-)

Per chi è interessato ai temi del coworking (non solo al nostro di Milano, ma in genere), il gruppo Cowo sul network Linkedin continua a crescere.

Sono presenti nel gruppo persone da tutto il mondo, coinvolte in iniziative di coworking un po’ a tutti i livelli.

Inoltre, da poco è anche possibile creare e partecipare a discussioni.

Per entrare nel gruppo, just click here!

[UPDATE 6 NOV: i cowo friends su LinkedIn crescono... siamo a 95... e se a 100 facessimo una festa?]
[UPDATE 28 NOV: Ci siamo, è arrivato il centesimo cowofriend! La festa non l'abbiamo organizzata, ma casualmente, stasera da Books-Import c'è l'aperitivo "open" e abbiamo preparato una piccola sorpresa firmata cowo... vale lo stesso?]

Usciamo momentaneamente dai temi del coworking per una lodevole iniziativa che mi vede coinvolto in prima persona, con la foto qui sopra.

La campagna di Terres des Hommes a favore del diritto all’istruzione, per tutti i bambini che non hanno questa possibilità: ben 72 milioni.

L’iniziativa, che ha visto l’anno scorso la partecipazione di molti nomi famosi, quest’anno coinvolge alcuni blogger, che hanno accettato di farsi ritrarre a un banco di scuola, impegnandosi poi a dare viisbilità al progetto attraverso i rispettivi blog.

Chiunque legga questo messaggio è pregato di aiutare il passaparola di questa importante campagna. Ci sono vari modi per farlo:

- fare una donazione

- postare la notizia, linkando la pagina del sito Terres des Hommes che presenta l’iniziativa (http://tinyurl.com/3zlv2e)

- postare una propria foto (su blog, siti, flickr ecc.) a un banco di scuola, magari da bambini, sempre inserendo il link

- inventarsi un’iniziativa che favorisca il passaparola (esempio: qui al cowo inseriremo una piccola frase sotto la firma delle nostre email “aiuta anche tu 72 milioni di bambini ad andare a scuola: clicca qui http://tinyurl.com/3zlv2e)

Importante: inserire sempre il tag “bloggerpresente”.

Il passaparola è la nostra forza. Grazie a tutti per l’aiuto che darete!

(Foto di Ale Romiti).

Come qualcuno sa, cowo ha aperto un gruppo sul social network LinkedIn.

Tutti possono iscriversi, basta cliccare sull’icona qui a destra, sotto le foto.

Da quando Linkedin ha creato la possibiità di aprire discussioni, ne sono partite due anche per i partecipanti al nostro gruppo, su temi che riguardano il coworking. (Mi spiace non averne dato notizia più tempestivamente, le domande sono lì da un po’ e non ho avuto tempo di occuparmene prima).

Le riporto qui sotto, chiunque sia interessato a partecipare può:

a) scrivere la sua risposta nei commenti;
b) inserirsi nella discussione su Linkedin (prima però iscrivetevi al gruppo, se no non potete farlo).

Questi i quesiti:

I am interested in creating a coworking site in my area. Any feedback, numbers, info for my biz plan would be greatly appreciated! Also curious about how memberships are managed (billing, etc).

E poi:

I would appreciate the group members comments and opinions on this blogpost about the need for more co-working/hotdesking/start-up facilities.

Sono discussioni che forse partono un po’ generiche, ma secondo me possono diventare interessanti.

Le risposte che ho dato io portano qualche elemento in più, sono molto curioso di vedere eventuali altri contributi.

In particolare, ho buttato lì un accenno a un concetto che mi sta molto a cuore:

Se il coworking può essere profittevole come attività economica.

Welcome, Nomadz!

Settembre 3, 2008

This post is in English to welcome the new coworking space Nomadz, in The Hague, Netherlands… welcome to the community!

Nomadz is a brand new place, with 5 coworking seats for now (just like us in Milano), and just had their first day on sept. 1, which they celebrated with free drinks for everyone… (isn’t that codrinking, really?…)

All the best to our Dutch friends, whose link is now in our coworking blogroll as well.

So… if anyone will be in the Netherlands, don’t forget that this coworking spot in The Hague (and please say from cowo Milano!).

Approfittando dei setting di WordPress, abbiamo reso più semplice l’indirizzo internet del Cowo, che diventa

coworkingmilano.com

(naturalmente rimane operativo anche l’indirizzo precedente, idem per feed e e-mail subscription. Non c’è da far nulla, almeno credo).

Con questa notizia si conclude il primo quadrimestre di vita del Cowo, che approfitta dell’agosto per rifarsi il bianco alle pareti e darsi una sistemata (visto che bel cartello nuovo?).

Arrivederci al 1° settembre!

Ecco l’articolo uscito ieri, 6 agosto, sulle pagine milanesi di Repubblica.

Ci sono anche le interviste ai coworker Davide Tagliapietra (yacht designer), Matteo B. Bianchi (scrittore) e Alessandro Facchini (consulente).

Qui si può scaricare il file.

Qui, si può leggere il tutto online (ma non si vedono le foto).

Con grande emozione, ho appena visto l’articolo che Repubblica edizione Milano ha dedicato al nostro cowo… addirittura in copertina!

Il titolo è “Vai al lavoro e ti senti a casa”, l’autore è Paolo Scandale (che ringrazio sia per l’intervista sia per avermi puntualmente avvisato), la foto ritrae due di noi (mi pare Ilaria e Davide) visti dall’alto.

Per ora non posso scrivere altro, perché ho solo visto questa immagine online.

Ora vado a comprare il giornale, intanto questo è lo screenshot dell’articolo. Sto anche cercando un link, se lo trovo lo posto più tardi.

Il coworking fa schifo.

Luglio 25, 2008

Secondo lui.

(Però poi, nei commenti, cambia un po’ idea).

Una conversazione interessante, cui prendono parte anche Tara Hunt di Citizen Space, Jacob Sayles di Office Nomads e Alex Hillman di Independents Hall, coworking tra i più conosciuti del nostro piccolo mondo.

Tony Bacigalupo è un nome conosciuto nei giri del coworking (google group qui, community blog qui).

Quindi, quando mi sono visto arrivare una mail con questo nome ho pensato a lui.

Piccolo particolare: il nome di battesimo non era Tony, ma Lou. Dal breve messaggio, che mi chiedeva di poter passare per una visita, non si capiva bene chi fosse questo Lou.

Per farla breve, il Bacigalupo che scese dal taxi qui davanti venerdì pomeriggio, in piena canicola, era il papà di Tony, in viaggio di lavoro in Europa, con un… mandato speciale del figlio per esplorare i coworking in giro per il globo.

E’ stato così che mi sono trovato a parlare per un’ora di coworking e mille altre cose (Mr. Bacigalupo ha subito fatto partire una conference call con il figlio via iPhone, ed è stato subito brainstorming sul modello di business del coworking!…).

Un’ora molto piacevole e del tutto inaspettata, che ha portato una ventata di internazionalità nel nostro piccolo cowo milanese.

(Qui la nuova iniziativa di coworking a N.Y. di Tony, denominata New Work City, e qui il relativo “Home splash blog twitter”).

Un articolo sul cw fa sempre piacere, se poi è il buon vecchio NYT, ancora di più. (Anche noi, nel nostro piccolo, ogni tanto riceviamo una mail o una telefonata da qualche giornalista, ma poi non si vede mai nessuno).

Comunque, qui si racconta che ci sono coworking spaces dove esiste un dress-code

(…) as I realized on the first day when the manager coolly scanned my shorts and T-shirt and said, “our members usually dress for work”.

e altri dove la proprietaria dello spazio deve andare a casa sua se vuole lavorare sul serio

I wasn’t getting any work done when I was there, because clients wanted to stop and chat.

Stupendo.

E comunque, posti come Cubes & Crayons - dove gli adulti lavorano e possono portare con sé i figli, che vengono accuditi in modo adeguato - sono cose che distinguono le realtà economiche avanzate dal far west lavorativo, secondo me.

Segnalo un bell’articolo dell’Economist sulle molte sfaccettature dei nuovi stili di lavoro.

Si parla di nomadismo, flesh/skype meetings, virtual offices… e in generale dei vantaggi svantaggi e prospettive del lavoro della vita “always on”.

Il coworking non è mai citato direttamente, ma sono argomenti che riguardano certamente molti coworkers.

Nell’articolo è anche citato il ceo di Sun Microsystems Jonathan Schwartz e celebre ceo blogger:

Time provides the structure, location takes care of itself.

Fonte: Ocrampal.

Nell’ambito degli incontri di MilanIn, stasera al Pacino Cafè in piazza Bacone 9, c’è una presentazione di Andrea Genovese, ideatore della prima iniziativa italiana di coworking (almeno credo), quella presso 7th Floor a Roma.

Mannaggia agli impegni, questo non avrei proprio voluto perderlo!

Chissà se qualche amico del cowo sarà presente e ci racconterà poi qualcosa…

Bentornata Adsl!

Giugno 10, 2008

Ce l’abbiamo fatta, oggi alle 12 siamo finalmente riusciti a riavere un collegamento Adsl, e anche migliore del precedente (20 mb contro 7). Anche il wi-fi è stato testato ed è operativo. Viva!